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  COMUNICAZIONE N°5 - 2013 


  REPORT SU WORKSHOP ENAC

Genova, 14 Febbraio 2013

Cari Amici,
dopo mia formale richiesta sono stato accettato come Presidente della ns. Associazione a partecipare al Workshop indetto dall’Enac sul “Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” in data 11 febbraio u.s. :

Il workshop si è tenuto nella sala riunioni dell’Enac, dove erano presenti tutte le più alte cariche dell’Ente, insieme a diverse cariche istituzionali dei vari altri Enti coinvolti .
Dopo i ringraziamenti di rito è toccato all’Ing. Cifaldi presentare la Bozza del regolamento, così come tutti già la conosciamo, spiegandone i motivi e le origini delle regole in essa contenute.
Subito è apparso chiaro che il motivo nasce dall’esigenza di regolamentare un “nuovo” aspetto del mondo aeronautico, cioè il mondo dei “droni” ( non conosco le varie sigle che li differenziano FPV,…etc), mondo in grandissima evoluzione, che integra realtà importantissime che vanno dai mezzi militari, a quelli per il controllo del territorio fino alle più svariate applicazioni scientifiche o di natura commerciale, quali video riprese etc. con risvolti economici di portata impensabile ( Sky tv o quant’altro ). Noi come aeromodellisti ( almeno nel termine più conosciuto ) ci siamo “caduti “ dentro quasi per caso, giusto per regolamentare oggetti che anche loro sono per estrapolazione “ a pilotaggio remoto”, anche se sempre sotto il controllo visivo diretto .
Diciamo che all’ENAC interessano molto più i primi, e che l’aeromodellismo non è la principale preoccupazione in un ottica di interferenze con il mondo aeronautico maggiore; certo è che molte delle regole ipotizzate, se così dovessero rimanere, porterebbero non pochi limiti a continuare la pratica del ns. hobby, così come oggi lo conosciamo .
Da qui la mia sorpresa nel ritrovare tra le circa 100 persone in sala soltanto un altro esponente del mondo aeromodellistico, cioè Roberto Ranocchia, ( o almeno altri non ne ho riconosciuti o comunque non sono intervenuti ) nessun esponente del mondo commerciale, negozianti, importatori, artigiani, costruttori o di altre categorie modellistiche ( alianti, elicotteri, etc ) come se la “cosa” a loro non interessasse…. STRANO !!! e devo dire che questa “mancanza” i signori dell’ ENAC l’hanno notata .
Occorre precisare che le giornate di workshop ,visto le richieste, saranno due o forse addirittura tre, e che forse sarebbe stato anche meglio dividerle tra le due categorie : droni da una parte e aeromodellisti dall’altra, anche per non “tediare “ con i ns “ giocattoli “ ( così sono visti ) le altre persone presenti.
Per poter intervenire occorreva iscriversi tramite un foglietto e quando è stato il mio turno ho fatto presente gli aspetti che più coinvolgevano la ns categoria :
1) Elevazione dagli attuali 20 kg a 25 kg come limite già esistente in praticamente tutti i paesi Europei e non ; limite già presente nelle categorie FAI ( es. large scale) e comunque nel
regolamento IJMC ( International Jet Model Commitee ) attuale riferimento mondiale per il mondo delle turbine.
Su questo aspetto direi che ho trovato una certa “ apertura” da parte dell’ENAC non particolarmente interessato a fare grosse differenze tra 20 e 25 kg ) se questo è il limite già in uso.

2) Quote e distanze di volo : Ho fatto presente che se è vero che spesso voliamo dentro i 150 /200 metri di altezza, in occasione di figure verticali ( es: looping rovesciamenti etc. ), specialmente durante le gare e air show, può capitare di arrivare per qualche secondo anche a 400/500 metri, ma che questo non è mai stato un problema, in quanto per noi vale SEMPRE la “legge” di “separarsi a vista “ da qualunque altro “ traffico” .

Su questo argomento ho percepito la volontà di separare sempre il volo VDS da quello degli aeromodelli , e per fare questo, confinare gli aeromodelli in zone “segregate” dove eventualmente concedere quote più alte.

3) Un altro aspetto che ho toccato è stato proprio quello riguardante quello che loro definiscono come volo in “zone segregate”: Se è pur logico, o almeno dovrebbe esserlo, che nessuno di noi desideri volare con una turbina in città o sopra ad autostrade , capannoni o altro ,è anche vero che spesso utilizziamo spazi insieme ad altri operatori aeronautici, ospiti o vicini di aeroporti minori o campi di volo VDS , senza che la cosa abbia mai provocato incidenti o problemi particolari, questo grazie ad accordi fra gli operatori, magari anche aiutandosi con comunicazioni via radio.
Il concetto che ho cercato di spiegare è che se è ben logico NON volare vicino al “sentiero” di LINATE o FIUMICINO altra cosa è ad esempio volare a Molinella o ad Orvieto , seppur esistono aeroporti minori nelle immediate vicinanze , ma che hanno circuiti di traffico ben distinti dalle ns aree di volo, e questo per accordi vigenti tra le parti;
Oppure volare in una gara a Carpi, dove il traffico di aeromobili è di poche unità durante tutto il giorno, facilmente gestibile per entrambi tramite un normale controllo radio.

Ho quindi fatto presente che relegare l’aeromodellismo in campi “segregati” così come loro lo intendono, porterebbe alla chiusura di moltissimi campi di volo, con danni non solo per le strutture già in essere, realizzate con grandi sacrifici da molti gruppi di aeromodellisti, ma per tutto il settore ( importatori, negozi, artigiani etc ). già in difficoltà per la crisi economica e che danno lavoro a numerose realtà che forse permettono a Noi di “giocare”, ma che per loro sono fonte di reddito e di occupazione.

Su l’argomento “ campi segregati “ francamente non ho avuto la sensazione che abbiano “recepito” il problema, piuttosto preoccupati di separare TUTTO ciò che vola in spazi ben definiti ! Gli aerei da qua a qua, il VDS da qua a qua, ed i modelli dove rimane spazio …
Francamente sono molto preoccupato.

Durante la giornata ho avuto modo, come F4J Italia, di parlare a lungo con l’Ing. Guccini ,’Ing. Cifaldi e l’Ing Delise e devo dire che ho trovato sempre delle persone molto cortesi e ben disponibili a capire e recepire le ns. problematiche e a tal proposito sono stato sollecitato a far pervenire a loro SOLO tramite il link a calce della bozza
(http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/information/N905363687/Modulo_commenti_Regolamento_APR.doc )
le ns. richieste e suggerimenti, ricevendo assicurazione che saranno tutte prese in considerazione. ( è evidente che non conoscono il mondo delle turbine e le ns. problematiche, e anzi forse hanno anche notizie errate che ci danneggiano non poco).





Ho quindi richiesto ufficialmente come presidente F4J Italia e delegato IJMC di poter partecipare a future riunioni sul Regolamento in uscita, spiegando che probabilmente gli altri “attori” del mondo modellistico poco conoscono del mondo delle “turbine”.

Aspetto da voi tutti ulteriori suggerimenti e consigli, sollecitandovi ad essere parte attiva del processo in atto.


Un caro saluto a tutti

Alessandro Rosina


Recapiti:
e-mail : sandro.rosina@aeronautica.it




 


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